Per le piccole imprese, come farsi aiutare dal marketing online in questa nuova fase della pandemia? 

Una formula magica non c’è, ovviamente, e le difficoltà sono grandissime (per taluni, purtroppo, insormontabili) ma esistono comunque dei consigli che mi sento di dare per ottimizzare l’attività, nonostante le restrizioni per le norme anti-contagio da Covid19. Ne avevo in parte già parlato anche in questo articolo

Tre premesse

Primo. Quello che dirò sarà solo una piccola, microscopica parte di ciò che si può fare. Parte delle fonti le trovate in questo video di Giorgio Taverniti (seguitelo!) e in questa guida di Google (qui quella specifica per la ristorazione, qui invece quella per le piccole attività commerciali) che, tuttavia, come è normale che sia, è molto orientata a Google e ai suoi prodotti pubblicitari.
Infine, per una consulenza gratuita con un professionista, segnalo il bel progetto di Veronica Gentili che si chiama #40minuti.

Secondo. Scrivo questo breve vademecum pensando a Torino. Per il semplice fatto che è la mia città e conosco bene le differenze tra le zone. Insomma, so cosa significa per un’attività commerciale essere in corso Telesio o in via Cernaia.
Facciamo un esempio, Torino è una città famosa per i suoi mercati rionali e io sono convinto che, per questo settore, ci siano ampi margini di aiuto da parte del digitale. 

Terzo. Doveroso. Tutto quello che dirò è pensato solo ed esclusivamente per attività che gestiscono le loro attività digitali (ammesso che lo facciano o inizino a farlo) in proprio, senza professionisti o consulenti esterni. Per chi può, ovviamente, è sempre meglio affidarsi a chi è del mestiere. Da soli si cammina, forse si corre. Con un professionista si vola. Questo credo valga in tutti i settori.

Andiamo al dunque. 

Regole chiare

Questo è necessario, innanzitutto per rispettare le regole e, a un tempo, per aiutare i clienti a capire e informarli a vostra volta.
Le attività locali non sono semplici punti dove si prende un caffè o si acquista un prodotto, sono innanzitutto luoghi di relazione (o almeno, dovrebbero esserlo).
Un cliente si sentirà molto più tranquillo – e dunque meglio predisposto – se saprà esattamente cosa fare muovendosi in negozio o nel locale, se verranno spiegate le nuove modalità e se vedrà che i protocolli di sicurezza vengono rispettati.

Aggiornare scheda Google My Business

Questo è fondamentale. Vedo tantissime schede Google My Business non aggiornate, con orari vecchi o al limite qualche contenuto di clienti.

Nulla di più sbagliato. E’ importante inserire il maggior numero di dati possibile. Aggiornamenti su Covid19, modifiche dell’orario, modifiche del servizio, rispondere alle recensioni, foto e video dell’attività, aggiornare il menù e i prodotti.
E, ovviamente, rispondere in maniera tempestiva a tutti gli input che arrivano da clienti o potenziali clienti.

3. Partite dai vostri canali e usate i dati

Viviamo nell’era dei social. La priorità tendenzialmente è creare una pagina Facebook. Importante (ne parleremo dopo) ma ci sono step precedenti.

Innanzitutto il sito, se lo avete. Dopodiché il già citato Google My Business. Sullo stesso piano metterei i vostri contatti diretti (newsletter, gruppo Telegram o broadcast WhatsApp). Dopodiché si passa ai social. Facebook e Instragram su tutti. Ma ovviamente anche LinkedIn, specie se vi occupate di B2B (Business to Business, ovvero imprese che vendono prodotti o servizi ad altre imprese).

Usate i dati. Ad esempio, potete guardare cosa è cambiato nelle vostre vendite nello stesso periodo dell’anno precedente oppure nel periodo del lockdown di primavera. Questo potete farlo attraverso i vostri flussi di vendita e, più in generale, usando Google Trends, digitando il vostro prodotto e vedendo come si è evoluta la ricerca negli scorsi 12 mesi. Ad esempio, se a marzo-aprile uno dei vostri prodotti ha avuto un picco potrebbe averlo di nuovo.

Differenziare i contenuti sulle piattaforme

Su Google My Business, aggiornamenti della vostra attività, l’ho già detto e lo ripeterò. Considerate che è una scheda a cui le persone arrivano spesso attraverso risultati di ricerca e hanno pochissimo tempo da perdere in fronzoli. Vogliono sapere: dove siete, che orari fate, che servizi offrite, quali prodotti avete, e così via. Non è il momento della poesia.

Su Facebook, in questo periodo, dovreste fare in modo di creare una vera e propria “copia digitale” del vostro spazio fisico. Ad esempio pubblicando il menù, mettendo foto di nuovi arrivi, dando aggiornamenti sullo stock e così via.

Attenzione, perché dico “in questo periodo”? Perché su Facebook e Instagram, normalmente, non bisogna fare l’errore di pubblicare in maniera ossessiva i propri prodotti usandola come mera vetrina. Questa è una regola che vale anche fuori dai tempi della pandemia ma che vedo applicata pochissimo.
Ricordatevi: sui social non si vende, ci si fa comprare.

Devono essere spazi di relazione. Chiaramente le informazioni di Facebook devono essere aggiornate al pari di Google My Business, ma i post devono raccontare qualcosa. Devono parlare ai clienti, prima di parlare dei vostri prodotti.

Ad esempio, raccontate come vi siete attrezzati, date la priorità alle informazioni sulla sicurezza. Come viene gestito il servizio. Spiegate se e come vi siete adatti all’asporto o alla consegna a domicilio. Come state vivendo le giornate, anche dal punto di vista emotivo, create una connessione.

Quali sono le reazioni dei clienti. Ringraziate quelli che sono venuti. Fate foto del vostro “backstage”. Usate i social come CMR (Customer Relationship Management, sistema di relazione diretta con gli utenti/clienti) per parlare uno a uno con chi vi segue. Sia che vi contattino su Messenger che in direct (messaggio privato) su Instagram. Tra l’altro, con il nuovo Business Suite trovate tutta la messaggistica in un unico posto.

Piccolo tip: per informare i clienti e farvi lasciare una recensione, mettete delle vetrofanie o degli adesivi che richiamano ai vostri social in zona cassa, che possano vedere al momento del pagamento o all’uscita. Tipo questi

Campagne pubblicitarie

Le campagne pubblicitarie sui social (anche su Google, ma è meno il mio campo), se fatte bene, funzionano. Funzionano parecchio.

Se fatte male invece vi faranno buttare un sacco di soldi.

Quindi, è sicuramente una buona strada qualora l’abbiate già intrapresa in autonomia, conosciate molto bene la vostra clientela, il vostro prodotto e il vostro target e conosciate altrettanto bene il Business Manager di Facebook. In caso contrario, fate ben attenzione ad addentrarvi in una strada del genere nonostante le sirene di Facebook che ogni due scroll vi chiede se volete mettere in evidenza un post.
Nota a margine: no, non esistono campagne efficaci con un euro al giorno. 

Conclusioni

Che sia un momento di estrema difficoltà è fuor di dubbio. 
Ho voluto dare (e continuerò a farlo) un piccolo contributo rispetto a quelle che sono le mie conoscenze. E se questo porterà anche solo un’attività ad avere un contatto in più, non sarà stato tempo sprecato. 

Rimango ovviamente a disposizione per dubbi o domande e spero che, chi può, in questo periodo, faccia lo stesso. 

In bocca al lupo!

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